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lunedì 22 aprile 2019
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Chi ciavuruuuu…………..

 

sfincione da mario Chi ciavuru!

Notare bene il bigliettino “profumato” allo sfincione: produzione “propia”…esattamente alla palermitana…

La vita è grama, ma basta poco a mettere da parte le grandi “tristesssssee”, alzarsi la mattina con un solo obiettivo trovare “da Mario”, sfincione all’antica, sfincione dei poveri, girare per la città alla ricerca della sua moto ape, dove sai di trovarlo, non lo trovi…allora pensi alle scuole, ai cantieri navali, ma quando mai!! trovi solo “paninari”…quando hai perso la speranza e torni al punto di partenza eccolo Mario! Chi ciavuruuu!! Gli dico: ma quanto l’ho cercata! Rifornita di bigliettino con cellulare, mi dice gli orari: dalle 11.00 alle 13.30 sono quasi sempre qui, tranne il giovedì ed il venerdì…Penso al quasi sempre…ma ho il suo cellulare adesso

Ecco il profumo pervade la macchina, le narici vibrano, lo stomaco si dilata pronto ad ospitare la bontà divina, le papille gustative iniziano ad assaporare l’aroma, l’acquolina inizia quasi a farti sbavare. Ma non hai finito cerchi le melanzane fritte della “pacchiona”, solo lei le sa fare così, hanno un sapore particolare, un aroma diverso, la panatura “piena”..ma solo lei e non sempre c’è…

Ecco, la mia Palermo, la Palermo dello sfincionaro che ricerco, della sua moto ape….la pacchiona che pur essendo in un centro commerciale fa le melanzane fritte non in modo dozzinale, meccanico, ma dona loro personalità, gusto, fantasia e passione. Ecco cosa le rende diverse: la passione.

Palermo ha tanta “storia” culinaria lo so….ma queste due cose, che non sempre trovi, che cerchi e speri e dici non c’era lei, lasciamo stare…Penso a quando andavo al liceo ai panini con tonno, pomodoro e origano che mi facevo mettere da parte dal portinaio della scuola che si occupava anche della nostra fame di ragazzi, erano diversi da tutti gli altri, per non parlare di quelli moderni che ormai è come mangiare “una pubblicità”..i panini erano di un panificio della Kalsa, i pomodori provenivano dal Piazza Marina, il sospetto di tonno messo all’interno , non so, ma credo che con una scatoletta riempiva almeno 6 panini….l’olio quello del tonno stesso forse con aggiunta di olio usato di macchina..ma erano unici avvolti nella carta marroncina che assorbiva l’olio e la goccina che scendeva lungo il polso,,leccatina con a punta della lingua … Le panelle di ‘zu Rosolino a Sferracavallo, un bugigattolo, anche lì olio di frittura ovunque, friggitrice con tutto il suo bruciacchiato..morto lui il bugigattolo divenne negozio d’informatica, non m’interessa più tanto andare a Sferracavallo, solo per i tramonti.

Insomma facciamola breve quanto sono uniche le cose più semplici e quanto difficili da trovarsi. Tutto il resto è emblema ormai modernizzato, pubblicizzato…troppo di plastica, troppo bio, troppo pulito, troppo ricco, troppo falso…troppo.

Ieri ho detto da domani dieta devo perdere 3 kg….certamente!!

Riccarda Balla




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