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giovedì 21 marzo 2019
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la peperonata rende pessimisti

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Siamo e viviamo in un paese di problemi non indifferenti che toccano la gran parte delle famiglie, tranne quelle benedette da Dio o da qualche altro boss, il presente piange il passato, ma non so perchè il futuro lo vedo comunque piangente, sarà la peperonata che mi è rimasta sullo stomaco (per giustificare il mio pessimismo…non mangio peperonata)

Comunque pare che il pensiero momentaneo sia Battisti (non Lucio e nemmeno un prete ), Cesare Battisti: tra il delinquente ed il perseguitato, tutto dipende al solito da chi la storia la conosce e da una serie di political-intellettual-psicol-analist-benestanti.

Va bene, ha scritto quando è stato in carcere, per altro niente di così trascendentale ed illuminante, dei libri sugli anni ’70…Anni in cui operai, studenti e sindacati erano compatti e solidali nelle lotte alla ricerca di una “giustizia”, l’Europa era in fermento in questo fermento nascono proprio loro che sotto varie sigle si presentarono al mondo con atti di pura violenza.

I “terroristi” italiani, che scrivono libri, che si danno alla sociologia e che vorrebbero essere presi per dei rivoluzionari, dovrebbero ricordare le scie di lutti, lacrime, dovrebbero ricordare che hanno sulla coscienza innocenti , non dovrebbero dimenticare né ora né mai i loro legami con bande malavitose, banditi ed altre porcherie, i terroristi che si professavano rossi o neri e se la memoria non m’inganna in uno dei tanti libri che ho letto su di loro, inclusa la Baader Mainhof, riuscirono anche a darsi una mano tra di loro. Comunque non hanno retto per fortuna nel tempo, gli altri malavitosi invece continuano ad imperversare, anche in giacca e cravatta, ogni tanto un imbecille nostalgico fa qualche porcata firmandosi con sigle alquanto reazionarie e punto progressiste.

I risultati delle loro azioni devastanti? Vediamo oggi: Beh: i sindacalisti hanno poi preferito fiondarsi dalla parte del potente, più tranquillo e remunerativo l’ambiente; gli operai hanno comunque poi trovato la disoccupazione in un lento declino delle industrie; gli studenti ecco forse loro sono quelli che hanno perso più di tutti, hanno guadagnato in cambio una scuola virtuale, una scuola moderna a cui sono state distrutte però le basi e, come sovente dico: istruzione e sanità dovrebbero essere lontane mille miglia dalla politica e dai politicanti, ma non è così; I partiti politici di antica memoria sono defunti dando vita ad una serie di “prese per i fondelli”.

Abbiamo perso il senso vero della giustizia, del rispetto se si vogliono trovare delle scusanti per dei terroristi, giustificare e magari farli divenire “idoli” richiamare la loro violenza come soluzione dei nostri guai…Ecco quello che temo più di tutto, per altro troverebbe pure un terreno fragile, facile, sopratutto reso permeabile a tante fandonie o verità distorte e o volutamente dimenticate e da un malessere dato dal bisogno. Chi piange i tanto inutili quanto devastanti lutti di quel periodo non potrà dimenticare e non so se disposto a perdonare o scusarli con strane evoluzioni mentali quali quelle che sento oggi da personaggi che forse farebbero meglio a documentarsi.

Terroristi o assassini, sarebbe forse più indicato, non hanno lasciato nulla di sano, ma dolore e distruzione di tanti valori. Non vedo alcuna giustificazione nei loro confronti , anni ’70? Signori cari, si viveva decisamente meglio di oggi: un oggi vuoto di memoria, fatto di tante parole che si riversano sui cittadini soffocandoli, un oggi fatto di niente, nemmeno l’illusione di un domani migliore.

Caro Battisti, lasciamelo dire per quanto mi riguarda non vedo motivo di considerarti quasi vittima, continua a scrivere i tuoi libri, il carcere in fondo è un luogo che si presta, come letteratura insegna, continua a dare la colpa agli altri se sei diventato “delinquente”: al sistema, alla famiglia, amici, società ecc. ecc., tutte balle, per come la penso io: ogni nostra azione dipende sopratutto dalla nostra volontà.

Riccarda Balla.




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