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sabato 15 dicembre 2018
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mi pongo dalla parte della canaglia…

 

Ho ascoltato le parole del papà di Di Maio, per mia abitudine, pessima, delle volte mi pongo dalla parte di chi ha sbagliato, ovviamente non mi pongo dalla parte della Boschi che forse ha dimenticato quante famiglie ha distrutto Banca Etruria, o di Renzi il cui papà non è assolutamente farina per far ostie, ma si sa che ogni sgarrafone è bello ai figli sua…Tornando al papà di Di Maio, che ovviamente si è trovato di fronte una famiglia imbufalita, inviperita e ritengo che possa essere vero che il figlio non ne sapesse nulla, ma proprio sulla vicenda paterna il figlio deve porsi una domanda: Quante piccole imprese realmente non riescono a sostenere il costo del lavoro, le tasse ed incassi che non arrivano? Molte, caro Luigi, più di quante tu possa immaginare..ed era questa la prima cosa a cui dovevate pensare (a prescindere da papà)…piccole e medie imprese affogate dallo stato, se poi lavorano per il pubblico, quel poco che il pubblico ancora fa, in Sicilia praticamente nulla , il rischio di non vedersi pagato è ancora maggiore forse che il rischio che si corre con i privati, inoltre i ribassi nelle gare di appalto anche di poche migliaia di euro sono talmente alti, che poi a nero si deve lavorar per forza per uscirne vivi.

Altra piccola faccenda che non va scordata: sai quanta gente chiede di non essere messa in regola? Perchè magari la messa in regola implica la perdita della cassa integrazione? Sai quanta gente preferisce qualcosa in più a nero anziché donarli allo Stato? Sai quanta gente va avanti ed indietro tra assunzioni per un paio di mesi e licenziamento così riprende la cassa integrazione, è un giochetto che può durare all’infinito. Sai quanta gente sta male? Molta, veramente tanta, poi i farabutti, disonesti, ladri che siano datori di lavoro, che siano lavoratori, beh..quelli sono sempre esistiti ahimè ed ogni tanto ad iniziare dalle Iene, scoprono l’acqua calda e tutti dicono: ma che farabutto! Chi? Cosa? Il lavoro nero è sempre stata una piaga italiana, così come l’assenza di sicurezza sul lavoro, dovuta sovente anche ad operai incoscienti…bisognerebbe stare con il fucile puntato sulla stupidità umana. Ma ribadisco, il padre di Luigi, ha detto (farabutto o costretto, a questo punto m’interessa poco) delle sacrosante verità: oggi, molto più di ieri a volte si è “maledettamente costretti” se si vuole ancora garantire un minimo di lavoro, per i punti di cui sopra: costo lavoro, tasse ed insolventi.

Altra piccola questione: il lavoro nero degli immigrati, ovvero sfruttamento puro, non sempre è tale, spesso sono loro a chiederlo, perchè sovente non sono in regola con i documenti.

Insomma per concludere, molte cose storte, ingiuste, maldestre nascono da situazioni che dipendono da un apparato politico che ha giocato sulla nostra pelle per anni, da regole sballate sempre e comunque regole a vantaggio dell’apparato politico e raramente del cittadino. Ovvero la politica non rinuncia a nessun beneficio, tanto a pagare sono i cittadini, che diventino pure farabutti, l’importante è poterli sfruttare al massimo e se diventa canaglia meglio: così controlli e multe da salasso lo Stato ci guadagna ancor di più. Ovviamente dalla categoria “sfruttati” sono esenti i grandi filibustieri evasori e generosi in argent de poche a chi di dovere.

Non per giustificare il papà di Di Maio, o altri soggetti come lui, ma semplicemente per chiarire alcune “verità” purtroppo, sulle quali ho argomentato (ollalà! argomentato!) svariate ed infinite volte inutilmente.

 

Riccarda Balla




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