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lunedì 19 novembre 2018
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154.947 km. strade provinciali e regionali contro i 6.751 autostradale, i ponti a rischio…molti

nubi24

 

 

Ricapitoliamo non da ingegnere “so tutto io”, architetto che soffre nei confronti dell’ingegnere o viceversa, nemmeno come giornalista con espressione da: però come sono intelligente, che domanda geniale! Devo piacere a chi mi paga, non chiedo perchè venga fatta luce onesta, ma per compiacere…Paranza! Si chiama David Parenzo…ma va bene anche Paranza. Ho fatto domande a chi di ponti se ne intende, che conferma colpe gravissime, il tutto spiegato in maniera a me comprensibile: I ponti vengono progettati stabilendo un periodo di vita utile (di regola intorno ai 50 anni), il calcolo strutturale viene studiato e sviluppato in funzione di previsioni future dell’evoluzione, dell’incremento del carico dinamico, non statico che sia chiaro, del sito in cui viene costruito e del suo sviluppo nel periodo di vita utile della struttura…ora lo sviluppo ha fatto balzi in avanti inimmaginabili, si era impreparati, ma sopratutto pur rendendosene conto non considerando o se non addirittura boicottando alternative alla viabilità, trasporti merci, dimenticando le ferrovie modernizzandole, o le vie del mare senza comunque provvedere ad ampliare comunque la rete viaria su gomma, tanto amata dagli italiani.

Ma tornando al periodo di vita utile del viadotto, normale e sistematico sarebbe stato da parte di tutti: concessionari, ministeri ecc. ecc. un controllo del mantenimento dei parametri di progetto sopratutto andando avanti e se non si fosse solo interessati al denaro o ai followers prezzolati, la corrispondenza tra: sollecitazioni effettive rispetto a quelle progettate in tempi diversi.

Cosa avviene, se si pensa d’intervenire (questo per tutti i viadotti) con una serie di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria (magari con giro di denaro notevole, appalti e sub appalti e zero controlli, quanti soldi spariscono nelle tasche), interventi discutibili che vanno dall’aggiunta di cavi precompressi direttamente sugli impalcati, realizzato in opera e non come correttezza vorrebbe in stabilimenti specializzati, abilitati, ma precompressione dei trefori scorretta e calcestruzzo di non idoneo dosaggio come da italica abitudine. Questo agire da “criminali” ha sicuramente contribuito a debilitare la struttura facendola reagire alle sollecitazioni dei mutati carichi dinamici in anelastici (deformazioni permanenti) togliendo ogni capacità di elasticità strutturale ovvero un ritorno alla condizione iniziale, quindi rischio reale cedimento. Anche interventi di aumento di tiranti in alcuni tratti ed in altri no creando comportamenti disomogenei di risposta alle sollecitazioni cresciute di oltre il 400%, rispetto alle previsioni ed obiettivi di supporto al nascere di un ponte. La serietà, la competenza, l’onestà e forse meno rompiscatole di ambientalisti…si doveva e si deve intervenire altrove, con la creazione di reti viarie alternative in modo da ripartire in sicurezza il flusso viario.

Ovvero: tra il bieco opportunismo, la confermata disonestà, l’assoluta incompetenza si aggiungono i difensori “dell’Ambiente”, che più che un sole che ride, ultimamente e troppo spesso piange. La vita cresce, la vita cambia, le esigenze pure, si deve andare avanti con il progresso e non uccidendo. Ma le autostrade sono tutte a rischio e la gente paga il pedaggio, paga per rischiare la vita.

Ma c’è qualcosa che sfugge a tutti dal “sapiente” Parenzo, al Di Maio, a Toninelli: La rete viaria italiana è fatta anche da quella provinciale e regionale.. (presente le EX PROVINCE? QUELLE A CUI AVETE LEVATO INTERI CAPITOLI DI SPESA) BENE LA RETE VIARIA DI QUESTE è di 154.947 km., contro i 6.751 autostradale, con i quali si arricchiscono senza alcun controllo: il concessionario ed i politici amici. La rete viaria Provinciale e Regionale è piena di ponti, cavalcavia, strade dissestate... sicuramente il pericolo reale non è limitato solo alle autostrade date in concessione a gruppi di più o meno onestà, integrità morale, ma c’è il pericolo di strade ad alta percorrenza di cui forse è proprio solo lo Stato responsabile, i cui rischi sono altissimi e l’impossibilità ad intervenire da parte degli Enti  messi ko da altrui ingordigia, senza capire il rischio per gli utenti, perchè alla fine tutti i farabutti troveranno difesa ed i morti parole che si perderanno nel vento…tranne le famose date “del ricordo”…L’Italia dei coccodrilli che ricorda il ristorante ed il suo piatto del “buon ricordo”..

Credo di non sbagliare se scrivo sulla necessità di un ammodernamento reale della rete ferroviaria, pazienza se stona con il paesaggio…della realizzazione di gronde, pazienza se forse sono un pugno in un occhio con il paesaggio greco-romano che sta intorno, insomma occuparsi proprio di grandi opere, ma forse in Italia tutto comunque finirebbe in imbroglio, malaffare ed interessi privati…

Il progresso che piace tanto sarebbe anche questo, altrimenti andiamo tutti in bicicletta e addio alla globalizzazione dei mercati, scambio delle merci...E’ inutile tirar fuori la Gabanelli e le sue antiche denunce del 2004 di cui tutti se ne fecero un baffo, inclusi i cittadini che come sempre dicono: uh che ladri…ma calano la testa, l’Italia e la sua politica venduta e svenduta e le nostre vite non valgono nulla. Per concludere  sapevano bene che il ponte era a rischio, ma va beh….magari regge ancora, in fondo ci stiamo pensando..magari la moglie di mastro Peppino ci fa un rammendo per pochi euro.

Riccarda Balla

 




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