Search
mercoledì 19 settembre 2018
  • :
  • :

il contrario di “dimenticare” non sia “ricordare”, ma “giustizia”?

 

 

alba34 r.b.

 

E’ possibile che il contrario di “dimenticare” non sia “ricordare”, ma “giustizia”?

Ovvero rivedere la storia e far parlare le vittime della storia, far parlare coloro che per un motivo o per un altro non hanno potuto parlare o non si è voluto far parlare, la storia non scritta da chi in fondo detiene il potere e vive grazie ad esso, ma scritta diciamo da un “giusto”..possibile questo?

Forse si se ognuno sentisse il peso delle responsabilità proprie ed anche passate ed agisse con la coscienza della verità assoluta proprio per dare la voce a chi ha subito senza potersi difendere e dare altresì la giusta lettura delle cose. Le giornate delle passerelle in memoria di..per non dimenticare… sono la grande truffa perchè nella realtà sono il belletto per nascondere l’irresponsabilità, il disprezzo nei confronti della “giustizia” e della verità.

Le atrocità forse viste da chi ha subito ingiustizia, ripudio, discriminazione che sia religiosa, filosofica, per paura o per potere, per interesse, forse sarebbe la svolta per infrangere il muro del ricordo monco di giustizia. Il ricordo sterile senza spiegazioni, punizioni o pentimenti, per capire tutti gli errori e magari evitarli un domani.

La nostra storia, anche recente, raccontata da “pseudo” colti prezzolati, siamo moderni, tecnologici, ma l’identità e la dignità umana dell’altro provoca allergia, paura e la si annienta con la forza, con la distruzione, con la paura: il potere nella sua forma più bieca, il potere della cultura “inquisitoria”, siamo pur sempre rimasti fermi all’inquisizione, alla caccia alle streghe, bruciare libri… per evitare così di far cadere la mannaia sui veri responsabili…Così si va…La memoria fatta di bugie, lenta nelle sue ricerche di responsabilità e verità, la lentezza che porta all’oblio, gli altri sovrastati da altri fatti o da se stessi e la così facile possibilità di insabbiare spudoratamente, nascondere. La memoria è debole, il passato è passato e responsabilità e verità entrano in quel tempo in cui si cambia anche la verità il tempo del dimenticare, ma qualcuno ci sarà che dirà : No, Time, thou shalt not boast that I do change, Thy pyramids built up with newer might
To me are nothing novel, nothing strange;
il tempo non cambia le cose, siamo noi che le cambiamo , che le dimentichiamo che le cancelliamo dalla nostra vista e la giustizia muore.

Riccarda Balla




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *