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sabato 26 maggio 2018
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white list: qualcosa di più di un certificato antimafia e sentirsi un po’ fesso

 

WL

 

La dimostrazione che la politica è una gran presa per i fondelli, o meglio è molto selettiva e direi quasi con benevoli o malevoli occhi a seconda di cosa fa più comodo e a chi, inoltre ognuno può interpretare le leggi, le virtù, i pregi o i loro opposti come vuole:  è la nostra politica! La white list ne è un esempio, cos’è? L’impresa deve dimostrare di non avere avuto né di avere infiltrazioni e legami mafiosi, si intendono nel caso specifico sia diretti che indiretti, la cosa che più è carina è che la white list è rimasta ai tempi direi quasi della mafia “rurale” ovvero riguarda solo noli a freddo e caldo; Confezionamento, trasporto calcestruzzo e bitume; fornitura ferro lavorato; estrazione e trasporto materiali per conto terzi; smaltimento rifiuti; guardiania cantieri; insomma come se la mafia non avesse nel contempo ampliato il suo vasto giro di affari, non avesse intrapreso altri legami, non si fosse allargata ed entrata in quasi tutti i campi, incluso il politico/finanziario, imprenditoriale ad ogni ed alto livello, ecc. ecc…ecc. (diciamo che vi è sempre stata interessata a dire il vero…).

Comunque la white list pone un piccolo limite poi per tutto il resto è il paese di bengodi,  quando e come è richiesta? Bene solo se si trova in zone ad alto rischio di infiltrazioni mafiose….e qui si cade nel giudizio dei locali politici del luogo, prefetti, uomini di governo….o pubblicità negativa più o meno martellante come nel caso di Castelvetrano e non si può far finta di nulla e pare che sia uno dei pochi posti sicul-italici, l’unico! dove vige la necessità di imprese con white list, sempre per le limitate attività di cui sopra,  per partecipare ad appalti (vedi futuro scritto mio su demolizioni villette a Triscina…).

Si la White List, viene quindi richiesta non sempre e per qualunque luogo, ma solo su discrezione e solo per determinate attività imprenditoriali, lasciando così largamente spazio a tutti, il che con i tempi di fame che corrono potrebbe avere un senso, invece no, non ha molto senso semplicemente perchè è una presa in giro sopratutto se ci si gonfia il petto parlando di antimafia, di gare d’appalto che sono un terno al lotto per evitare imbrogli (hehehe) e poi perchè come è facile comprendere il potere mafioso ha quel non so che di ricattatorio, di vendicativo e di corruttibile e spesso è anche utile amico, quindi arriva e fa quel che vuole…allora o la legge esiste a 360° e vale per tutti, per tutte e attività ed i luoghi, o stralciamola perchè chi possiede la white list a conti fatti alla fine si sente pure un po’ fesso.

Riccarda Balla




2 thoughts on “white list: qualcosa di più di un certificato antimafia e sentirsi un po’ fesso

  1. Pippo

    Bellissimo articolo che senza complicazioni legislative va alla sostanza della condizione. Assolutamente vero. l’impresa che si sottopone alla TAC della white list e pur di averla compra le categorie di NICCHIA alla Camera di Commercio ( circa € 500,00) – viene dai burocrati presa con le pinze o con le puzze sotto il naso. Poi si scopre e nel tempo che imprese edili per cui la white list è discrezionale sono riconducibili a capi mafia . Ma non importa per il paese italico andrebbe spesa una Credit Default Swap – renderebbe più dei buoni del tesoro 7% per noi 17% per Black Rok ( agenzia finanziaria americana) – Grazie Riccarda Balla

  2. Riccarda Balla Posta autore

    Di nulla, ma pochi disposti a comprendere…..non interessa?….ancora troppo sicuri?….troppo ignoranti? Ancora con interessi? chissà?

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