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mercoledì 19 settembre 2018
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eravamo esseri umani….eravamo intelligenti e liberi

 

 

non solo maestre..ma medici, infermieri, forse dell'ordine, tutti coloro che si sentono responsabili

non solo maestre..ma medici, infermieri, forze dell’ordine, tutti coloro che si sentono responsabili

Seduti dinanzi un bicchiere di vino rosso..pensando all’Elba a come era 55 anni e chissà oggi com’è…il mondo negli ultimi 30 anni ha deciso di bruciare le tappe in maniera stupidamente vorticosa insieme il nostro cervello e le nostre capacità di difesa di valori e di rispetto. Bruciare le tappe, bruciare il mondo..la nostra incapacità di tenerci lontani, di non perdere umanità e intelligenza, intelligenza umana sostituita da quella artificiale. Scienza, tecnologia dovevano crescere per essere a disposizione di studi e ricerche per migliorare la vita, la salute..debellare malattie o cercare di frenare, rallentare…dare speranze e rivedere nascere un mondo nel rispetto delle sue forze naturali..Eravamo abituati a ragionare con le nostre capacità, usare la penna e contare, i telegiornali un paio al giorno e qualche reportage, il quotidiano, dicevano o scrivevano sicuramente più verità di oggi, mai la verità in assoluto, ma noi avevamo la capacità di vederla con la nostra intelligenza, di avere nostre idee..oggi il martellamento continuo di bugie ci ha resi totalmente vittime..Siamo cresciuti senza cellulari, internet eppure stavamo bene, anzi benissimo ed era più difficile prenderci in giro e conoscevamo qual’era il nostro posto. eravamo persone, eravamo esseri viventi….La continua informazione, senza scampo, senza idee, impersonale, robotizzata, a volte vecchia spacciata per nuova, ci ha resi delle carte assorbenti, assorbiamo tutto ciò che c’è di peggio, tutto ciò che “altri vogliono”, ci hanno impoveriti, resi aridi, impazienti, ignoranti non coscienti dei propri limiti o capacità…ad ognuno il suo… proprio queste cose assenti ormai nella nostra cultura ci porta ad essere violenti, sono fattori la cui non presenza ci fa sentire deboli, fragili, in balia delle onde e non avendo la capacità di scrollarci da dosso le imposizioni di un mondo “sintetico”, non sapendo più nuotare ci difendiamo assumendo arroganza, vogliamo sentirci “unici”, importanti, liberi..mentre siamo in catene…abbiamo perso il senso delle nostre posizioni, capacità, ma sopratutto odiamo e temiamo chi pensiamo sia in qualche maniera ancora non solo libero, ma con valori e senso del sacrificio per difendere quel poco di umanità che ancora esiste….

Mi dispiace, ma sto dalla parte di chi subisce facendo il proprio dovere, che rischia e l’errore è umano..  e non dalla parte di chi pretende rispetto solo perchè non ha più la capacità di guardarsi allo specchio senza vergognarsi per i propri fallimenti che sta riversando anche su figli, ma che ma non rischia aspettando che gli altri lo facciano a suo posto.

Riccarda Balla




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