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sabato 15 dicembre 2018
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e poi c’è Vittorio Brumotti..

 

un anno7

 

Vittorio Brumotti, inviato di Striscia la notizia, che ha deciso di toccare l’unico argomento iper protetto…la droga..la droga che arricchisce un numero di persone enorme, ne uccide abbastanza, rovina la vita di intere famiglie…la droga non è un problema di periferie, squallide, abbandonate ecc…è una piagha che copre tutta la città, in qualunque ambiente…le droghe tagliate con schifezze, le droghe “armi di laboratorio”, lavoro per una miriade di ragazzetti e non senza distinzione di razza…la droga è l’affare più grande di uno Stato, puoi attaccare qualunque cosa, qualunque politico, qualunque magistrato, le banche,  ma arrivando alla droga, allora si: rischi la vita, si spaccia ovunque alla luce del sole, si rifila qualunque porcheria, perfino la Chiesa, che piaccia o no è una droga, ma non solo la chiesa: diceva Umberto Eco che la religione è la cocaina dei popoli (in entrambi i sensi, metaforico e letterale), per il suo effetto eccitante, o la mescalina per l’effetto che induce nei mistici…insomma, la ganja giamaicana, la manna ebraica, il soma vedico, il peyote messicano… gli imbonitori dei cervelli, danze e mantra ossessivi….da qui alle droghe pesanti quanto è lungo il passo? o breve? gli affari intorno alla droga sono tanti, tantissimi e gli ambienti che girano attorno ad essa non sono dei migliori, ma si sa tanto denaro tanta sporcizia morale….

Brumotti alla ricerca degli spacciatori, di colore o meno, porcherie date a ragazzini, più sono porcherie più i ragazzini non riusciranno  farne a meno, tornano a casa, case vuote, case senza dialogo, case con genitori che non vedono, o genitori anche loro in qualche maniera “fatti”…E’ l’infinito degrado di almeno tre generazioni, un degrado che mi dispiace ma si torna sempre al solito punto: di uno Stato che ha fallito tutto, uno Stato che ha impoverito la gente, sotto tutti punti di vista a partire da quello culturale, l’egoismo ha avuto la meglio su tutto, il culto del “io” soggetto unico, fondamentale, non mi disturbare, faccio quello che voglio…così non si vedono i figli, non si vedono crescere, con chi crescono ed i figli non vedono che se stessi davanti ad uno specchio deformante… ma si cercano comunque distrazioni che sia alcol, che sia internet, che siano imbonitori, luoghi più o meno di culto…tutto comunque creato per “offuscare” la mente e credere in una realtà finta, stai bene nel falso, ti esalti, ti senti qualcuno, ma è  il mondo fuori la realtà con cui bisogna scontrarsi, affrontare, dialogare…vivere non solo la tua vita nel tuo bozzolo, ma la vita degli altri, quelli che stanno fuori che lottano ancora disperatamente per le parole, per i sorrisi, per tendere una mano, per cercare di proteggere la vita anche degli altri, la gente forse meno amata, più temuta, quella gente che non si nasconde dietro paraventi e lotta affinchè tutto non crolli, ognuno di noi non è un piccolo mondo chiuso, o non dovrebbe esserlo, ma ognuno di noi è un prisma dalle mille sfaccettature, luci e chiaro-scuri, non bisogna chiudere gli occhi e non bisogna permettere che il mondo corrotto, ricco, potente ci chiuda gli occhi, ma sopratutto che li chiuda ai nostri figli. Così Brumotti gira per mettere in luce il degrado morale dello Stato che ha portato alla disfatta degli affetti, delle certezze e sicurezze, mette in luce quello che si sa, ma si fa finta di non saperlo, quanti sono gli acquirenti (anche in giacca e cravatta)  che si disturbano alla vista dei brevi reportage dell’inviato? mi sa tanti e tanti diranno; ma chi glielo fa fare e lasci in pace il nostro “mondo parallelo”…e lasci in pace il giro di denaro, droghe ed armi…entrambi uccidono, entrambi sono la il positivo netto della bilancia…Siamo pacifisti si con armi in pugno e droghe in tasca..Mentre si gioca ad indebolirci la mente sempre di più, renderci sempre più succubi, sempre più predisposti al delinquere, perchè delinquere va visto sotto molti aspetti, veramente tanti incluso quello  di farci diventare matti, inclusa quella di isolarci l’un  l’altro dalla realtà quotidiana di un mondo che ancora vorrebbe essere vero, umano, toccare la pelle delle persone….anzichè crearci un mondo fittizio e temere le parole, le persone che guardano negli occhi, che sanno ridere o piangere non solo per se, ma anche per gli altri. 

Nel “caos del silenzio” restano i sogni e gli amici.

Riccarda Balla




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