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domenica 25 febbraio 2018
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ci sono code e code

coda-di-paglia

 

Avevo così tra me e me, detto che avrei parlato delle code…non quelle lunghe file disordinate, agguerrite ed anche un pò puzzolenti dei vari uffici..dove il personale cincischia..se il suo stipendio si basasse sul lavoro svolto in una giornata…correrebbero come dei treni giapponesi. Ma intendo la coda, per gli animali è un modo di dialogare non solo tra di loro, ma anche con gli umani che hanno un minimo di sensibilità e conoscenza di lingue “straniere”…certo il linguaggio del cane è diverso da quello del gatto per esempio…ma se crescono insieme entrambi hanno la fortuna di diventare bi-lingue, capiscono i segnali a volte se ne infischiano…così Yuma improvvisamente insegue Masuzza…alla fine entrambe ridono…è un gioco che si ripete ogni sera…la coda molto importante per gli animali proprio perchè è un segnale: che sia di sfida, di paura, di felicità, di domanda…è uno dei tanti modi di dialogare, anche le orecchie sono partecipi al dialogo, gli occhi beh..parlano da se sempre…forse questa degli occhi può valere anche per gli uomini, almeno un 40% di essi non riescono a nascondere i loro pensieri proprio grazie agli occhi…gli attori dell’imbroglio consumato sanno anche fingere con questi…ma sovente lo sguardo dice tutto, forse troppo delle volte…

Ma code e code ci sono gli esseri umani (avete notato che le nefandezze normalmente le elenchiamo e le attribuiamo all’uomo..la donna fischietta e fa finta di nulla..), quindi esseri umani…memore della favola di Esopo, che mi veniva raccontata quando da bambina facevo il broncio, che durava poco poichè ancora non avevo idea di cosa mi aspettava e mi mettevo a ridere…memore della coda che veniva attaccata ad uomini sconfitti e/o per umiliarli sulla pubblica piazza in quel del Medioevo….parliamo della “coda di paglia”…la coda che prende fuoco appena un qualunque soggetto, la cui coscienza comunque rimorde per svariati motiivi si allarma alla prima allusione sfavorevole, si discolpa senza essere stato accusato, reagisce d’impulso a critiche o osservazioni mettendo su il muso e troncando così qualunque tipo di relazione e confronto o chiarimento. La coda di paglia può essere più o meno vistosa, può prendere fuoco subito e poi l’intelligenza o  l’interesse (e qui mi piace meno), o l’affetto ti porta a reagire con una risata il comprendere anche l’altra parte ed  ognuno i propri limiti…ma ci sono delle code di paglia  che riescono a bruciare lentamente, le vedi scodinzolare…sotto, sotto però il fuoco divampa, ma non vogliono che sia detta…e cercano di camuffare poi improvvisamente ma un falò di San Giuseppe è niente in confronto! Così si rimane un pò allibiti…accidenti aveva la coda di paglia ma faceva finta di no…perchè? Perchè la coda di paglia non è il massimo…l’essere umano ha la possibilità di chiarire con parole, di ascoltare e rispondere, di arrabbiarsi e di chiedere scusa, di ridere o di mandare a quel paese, …ma non utilizzando la coda posticcia , manca di coraggio l’essere umano…e mette su il broncio, fa l’offeso…ma non affronta..la sua coda prende fuoco, ma non chiarisce un bel nulla, la sua coda non prova emozioni, ma lui l’essere le prova?.. Gli animali dotati di coda vibrante la quale sente emozioni e le trasmette..il loro dialogo è diretto chiaro è anche un dialogo di forza, di supremazia…gli animali sanno chi hanno di fronte..poi il coraggio, l’incoscienza, la paura ,la forza o l’amore li porta ad agire in un senso o nell’altro…ma mai dubbi di torti o ragioni rimangono. L’ uomo o donna preferiscono troppo spesso tenersi i dubbi, non chiarire, forse manca la sincerità, l’onestà…poi la  coda prende fuoco…. da lontano si vede…che figura… le ragioni rimangono sospese…mentre i torti beh quelli sono sempre dell’altro, così si va avanti nessuno in realtà  ha fatto alcun progresso…ma s’illude tra i fumi della coda di aver vinto. cosa? una coda di paglia.. Guardo la mia…si anch’io ho la mia coda di paglia..ovvio, ma ed è vero…mi basta poco per dimenticare l’offesa…purchè la stessa, con le stesse formule non si ripeta per più di tre volte (un pò come il gallo!)…ma questa non è coda di paglia è qualcosa che non offende, ma ferisce, fa stare male: era la fiducia riposta, l’amicizia in cui credevi.

Riccarda Balla

 




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