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martedì 12 dicembre 2017
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c’è chi li ama…io no

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Ho stranamente buona memoria…questo non è positivo, ricordo troppo…nella maniera più dolorosa perchè alla fine le colpe le do a me, non per bontà che sia chiaro, …Invidio, è brutto scrivere invidio, me ne rendo conto, non invidio alcuno nella realtà, diciamo che apprezzo coloro che riescono nel giro di pochi giorni a mutare i torti in ragioni, a girare le carte in tavola tanto da far sentire in colpa gli altri anzichè sbattere le testa ai muri per i propri errori, debolezze, plagi o affetti reali questi ultimi corrispondono sopratutto ai figli..ricambiati non so?..non dipende più da noi genitori ma dalla vita che i figli si creano o ai quali viene creata dai loro affetti, qui andiamo su un terreno rovente.   Quello dell’ affetto vero…immutabile quello per i figli…ricambiato? poco importa.  Importa molto, ma facciamo finta di no, non saremmo madri..il ricatto non è affetto è egoismo..quanta invidia per le mamme egoiste? No…perchè uccidono il più grande sentimento  l’amore  a cui hai dato vita: la sua vita, i suoi errori, la sua felicità non dipende più da te…ma sarà lui o lei  a scegliere, decidere..i consigli. l’esperienza, il sesto senso di madre…non servono o servono molto..tutto dipende, da cosa?  amore? interesse?  questo vince  su tutto, da sempre. Ognuno deve vincere o perdere con le sue mani e noi genitori ne siamo fuori o tirati in ballo alla bisogna, ma sempre li   gli interessi o l’affetto? fesso chi considera il secondo..

Torniamo alla memoria…quella memoria che ti mette dinanzi a tanti particolari di una vita passata che poco ti appartiene…di chiuderti nella stanza e leggere, scrivere e sentire  bisbigliare al di là della porta, bisbiglii che si zittivano appena aprivo la porta…cosa c’è? cosa vuoi?…Nulla..grazie avevo dimenticato l’acqua..Buonanotte…Buonanotte…La mattina la sveglia alle 5,  ginnastica e papà che mi preparava la colazione: spremuta di arancia, toast…doccia,  al lavoro, poi  pranzo , mamma dormiva..trovavo papà che guardava mi pare la 3 millesima puntata di Dallas…mi riscaldava il pranzo ..insieme guardavamo la fine della lunga serie di puntate..doccia e via …come un fulmine…ossigeno..aria..smisi di tornare a casa, un gelato e rimanevo in ufficio…faceva male a papà, lo so, ma faceva male a me tornare a casa..la sera bastava..bisbigliii, loro che giocavano a carte…io mi bevevo un bicchiere di latte, nella stanza..Club degli editori stava impadronendosi degli spazi rimasti vuoti..Poi disegnare a matita: i menu a tema per gli alberghi: nozze, turisti , comunioni..compleanni;… arrivò il modellismo…le navi: .papà, il mio futuro marito, io: non mi ricordo che nave era, piena di vele, ma non la Vespucci, l’avevamo acquistata insieme :  colori, pennellini, colla  tutto…la sera dopo cena si iniziava, alle tre di notte ancora lì…un paio di bottiglie di vino..io addetta ai colori…papà che metteva pezzi qui e la..il futuro marito che urlava: voilà!!! una vela messa..che strano..il modellino era diverso…ma andava bene..erano le nostre notti infrasettimanali..la mattina al lavoro..la mia libertà di pensieri, idee.. li si rispettava la personalità delle persone, forse troppo…a dire il vero:  quando la personalità cammina con furbizia e ladrocinio, ma l’intelligenza  nulla riesce a fare dinanzi all’immoralità: sciocca, furba Sicilia… poi è troppo tardi..  e tutti perdemmo….Ricordi si, purtroppo si…c’è chi li ama…io no e così sarà per sempre,  forse troppi, forse fuori dalle regole dei ricordi o non voglio imbrogliare me stessa, almeno io, sono bastati gli altri ad imbrogliarmi ed i ricordi sono ferite…nella bilancia i dolori hanno la meglio…i miei errori? tanti, tremendamente tanti, presa dall’abbrivio, dalla voglia di fuga non mi sono fermata per ragionare, nulla avrei cambiato o cambiato tutto ad iniziare proprio con la famiglia d’origine..il figlio non deve fuggire per cadere nel precipizio… è il desiderio di noi genitori..ma non siamo nulla oltre quello che possediamo… che sia chiaro , questo l’ho imparato troppo tardi.  Però quanto è antipatico Beep Beep..

Riccarda Balla

 

 

 




2 thoughts on “c’è chi li ama…io no

  1. Antonino Risitano

    Sto incominciando a capire, Riccarda. Hai tratteggiato bene sprazzi della tua vita. Il possedere fine a sé stesso credi che possa essere utile? Sono però d’accordo anch’io che in una società perbenista solo possederlo ti apre tutte le porte. Penso che i genitori siano sempre responsabili, ma relativamente al carattere ed ai desideri irrefrenabili dei figli. Tante realtà…tante storie. Ti abbraccio Riccarda

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