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martedì 12 dicembre 2017
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Dalla nostra inviata in Cile Giacomina Cassina..e poi c’è Pepe

 

 

Pepe latra contro un giovane leone marino che gli si è avvicinato ... il maschio alfa è lui e basta!

Pepe latra contro un giovane leone marino che gli si è avvicinato … il maschio alfa è lui e basta!

… e poi c’è Pepe.

Con Joh andiamo un paio di volte alla settimana al mercato del pesce. Perché il pesce è sano. Perché qui è freschissimo (alcuni ancora sussultano nelle cassette, con gli occhi sbarrati). Perché costa poco, davvero poco.
Ma soprattutto perché è una festa … e poi c’è Pepe.
Allora, il “nostro” mercato del pesce è organizzato così: si va in riva al mare, alla Caleta Portales tra Viña del Mar e Valparaiso, si passano alcuni capannoni e, in mezzo alle barche in secca, gli stessi pescatori ti vendono il pesce.
In questa stagione trovi soprattutto merluzzi di varie dimensioni e qualche reineta. Non chiedetemi il nome in italiano, l’unica traduzione di cui sono sicura è il nome scientifico: Brama Australis, carne delicata, saporita, puoi cucinarla in mille modi e anche mangiarla cruda in piccoli pezzi, condita con olio, sale, cipolla tagliata finissima, un pizzico di peperoncino e tanto ‘cilantro’ (coriandolo, qui usato moltissimo come da noi si usa il prezzemolo).
L’allestimento scenico, alla Caleta Portales, farebbe impallidire Hitchcock: volo radente di gabbiani, a centinaia, sulla testa degli acquirenti; quelli che non volano stanno in attesa degli scarti, appollaiati sui tetti dei gabbiotti dei pulitori o sulle passerelle che portano alla metropolitana e ai microbus; tutti, indistintamente, stridono così forte che alla fine non li senti più, è come se spegnessi il sonoro … viva l’udito selettivo! La sensazione è che, se i gabbiani si incazzano perché non ci sono abbastanza scarti in rapporto alle loro attese, potrebbero assaltare direttamente i compratori, i pescatori e i pulitori e cavare gli occhi a tutti. Però, ad intervalli, passano squadroni silenziosi di pellicani in dignitosa formazione, solenni ma altrettanto famelici dei gabbiani, anche se non lo danno a vedere. Al loro passaggio, i gabbiani si disperdono velocemente altrove per poi convergere di nuovo nei punti di attesa abituali o continuare a starnazzare in attesa del cibo.
Il percorso degli acquirenti non è obbligato, ma impari subito che può essere solo così: tu scegli il pesce (e il pescatore che ti dà più affidamento, poi alla fine ti affezioni a uno o due pesca-venditori al massimo), paghi, trasporti il pesce ad uno dei banchetti dei pulitori e, mentre il pulitore pulisce il pesce dopo averti chiesto come lo vuoi cucinare, tu vai ad acquistare una seconda busta di plastica presso il banchetto del venditore di buste di plastica, aspetti, aspetti, aspetti (attenti, questa attesa, come vedremo, è molto importante ai fini ludici del rito di Caleta Portales!), poi ritiri il pesce pronto per la cottura, pagando l’opera del pulitore ad un prezzo lasciato al tuo buon cuore, metti la busta col pesce eviscerato che sgocciola da tutte le parti, nella seconda busta – nuova – che hai comprato altrimenti insozzi te e gli altri passeggeri del microbus.
Dicevo dell’importanza dell’attesa. Ormai siamo delle habituées e, a pensarci bene, andiamo al mercato del pesce perché c’è “l’attesa”. Infatti, mentre aspetti che l’operazione di pulitura del pesce si compia, ti aggiri tra il mercato, il piccolo molo e le bancarelle dei pulitori e guardi gli uccelli e studi la loro frenesia e poi … poi c’è Pepe. Perché tra i beneficiati della Caleta Portales ci sono anche una trentina di leoni marini, di ogni età e di ogni dimensione, anche loro in attesa degli scarti. In spagnolo non si chiamano leoni marini, ma lobos (lupi) de mar. Stanno tutti ammassati nel tratto di spiaggia che sta sotto l’inizio del molo e si azzuffano per conquistare e mantenere le postazioni migliori per acchiappare al volo lo scarico dei bidoni pieni di scarti. Ma soprattutto c’è Pepe che è il maschio alfa, che non sta con gli altri, ma si addossa al muretto proprio dietro i banchetti dei pulitori. E’ enorme, dicono che pesi 540 kg e qui è una leggenda. Mangia esclusivamente capocce di reineta e non solo sputa quelle di merluzzo o di altro pesce, ma si incazza di brutto con chi fa lo scherzo idiota di dargli cibo che lui non ama e dicono che ha anche sgridato sonoramente un turlupinatore e tentato di azzannarlo. Pare che un canale TV nazionale abbia fatto un servizio su Pepe e che il giornalista sia riuscito anche a intervistarlo. Non mi meraviglierei che sapesse davvero parlare. Ma penso soprattutto che non ne abbia bisogno: raramente ho visto in un essere vivente (umani compresi) una autorevolezza così incontrovertibile. Stamattina, abbiamo visto un cialtrone di giovane lobo de mar che ha scalato faticosamente le rocce su cui Pepe si adagia e l’ha avvicinato. Pepe gli ha rifilato due occhiatacce e una specie di latrato e il giovane rampante se l’è data velocemente che pareva Puigdemont in viaggio per Bruxelles.
Ma oggi era anche un giorno particolare: c’era poco pesce perché la notte tirava forte il vento e molti pescatori hanno dovuto rientrare, non solo per prudenza, ma anche perché col vento si pesca poco e male. Di conseguenza, l’agitazione odierna di uccelli e lobos de mar, alla Caleta Portales, era quella dei momenti di grande crisi in cui, nella lotta per sfamarsi, si perde ogni fair-play.

Giacomina Cassina




One thought on “Dalla nostra inviata in Cile Giacomina Cassina..e poi c’è Pepe

  1. Antonino Risitano

    Bellissime immagini quelle di Giacomina Cassina. Un felice e raro ambiente cileno con diversi protagonisti e non, che culmina nel sempre presente individuo predominante come il lobo. Ella è più calma e lineare di te….estrosa Riccarda.

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